
L’acqua gassata è una presenza abituale sulle tavole italiane e il prezzo della bottiglia può essere ben lontano dal misurarne la qualità. A dimostrarlo è una recente indagine di Altroconsumo, condotta nel 2026 su 19 acque minerali, che ha evidenziato come alcuni prodotti economici abbiano ottenuto valutazioni migliori rispetto ad alternative più costose.
Il test pubblicato nel luglio 2026 ha preso in esame le caratteristiche dell’acqua e la presenza di eventuali sostanze indesiderate nell’acqua frizzante, le informazioni sulle etichette e l’impatto degli imballaggi. Un’indagine che invita a guardare oltre il marchio e a interrogarsi su cosa determini davvero la qualità dell’acqua che beviamo.
Cosa ha valutato il test sull’acqua gassata in bottiglia?
Per individuare la miglior acqua frizzante, Altroconsumo ha utilizzato diversi criteri di valutazione, combinando analisi di laboratorio e caratteristiche delle confezioni.
La composizione dell’acqua
La composizione chimica dell’acqua gassata ha rappresentato il 50% del giudizio complessivo. Sono stati esaminati il contenuto di sali minerali, nitrati e fluoruri, insieme alla presenza di metalli e contaminanti.
Tra gli elementi considerati ci sono:
- calcio e magnesio, minerali naturalmente presenti nell’acqua;
- nitrati e fluoruri, monitorati in relazione alle concentrazioni;
- arsenico, alluminio e altri metalli, che possono influenzare la valutazione qualitativa;
- TFA e altre sostanze indesiderate, indicatori della possibile presenza di contaminazione ambientale.
Le etichette e il packaging delle bottiglie di plastica
Il test acqua ha valutato anche la chiarezza delle informazioni riportate sulle etichette, il peso degli imballaggi, la presenza di plastica riciclata e la praticità delle bottiglie. Il peso della plastica utilizzata variava da meno di 18 a oltre 26 grammi per litro di acqua confezionata. Una differenza significativa, soprattutto considerando gli elevati volumi di consumo nazionali. L’indagine ha inoltre premiato le soluzioni che facilitano il riciclo, dimostrando come la sostenibilità del packaging contribuisca al giudizio complessivo.

Cosa c’è nell’acqua gassata in bottiglia: sostanze e limiti di legge
L’acqua minerale può contenere sostanze naturalmente presenti nel sottosuolo e sostanze indesiderate riconducibili alle attività umane. Nel test del 2026, nessuno dei campioni analizzati ha superato i limiti di legge applicabili. Sono tuttavia emerse differenze nelle concentrazioni di alcuni metalli e nella presenza di TFA, rilevato nella maggior parte delle acque esaminate.
Cosa sono esattamente i TFA/PFAS?
- I PFAS sono una vasta famiglia di sostanze chimiche per- e polifluoroalchiliche, conosciute anche come inquinanti eterni per la loro elevata persistenza ambientale.
- Il TFA, o acido trifluoroacetico, è una sostanza appartenente alla famiglia dei PFAS secondo una definizione chimica ampia. Può derivare dalla degradazione di alcuni pesticidi, refrigeranti e altre sostanze industriali, raggiungendo le falde attraverso il ciclo dell’acqua. La sua presenza non implica automaticamente un rischio sanitario immediato, ma richiede attenzione e monitoraggio.
In Italia, il Decreto Legislativo 19 giugno 2025, n. 102, entrato in vigore il 19 luglio 2025, ha aggiornato la disciplina sulle acque destinate al consumo umano, introducendo anche disposizioni specifiche per il TFA, con obblighi di controllo previsti dal gennaio 2027.
Cos’è l’arsenico?
L’arsenico è un elemento chimico naturalmente presente nelle rocce e nei terreni, che può raggiungere le risorse idriche attraverso processi geologici. L’esposizione prolungata a concentrazioni elevate di arsenico inorganico rappresenta un rischio per la salute. Nel test Altroconsumo, l’arsenico è stato rilevato in tutti i campioni, ma sempre al di sotto del limite applicabile.
La Direttiva UE 2020/2184 stabilisce valori di parametro per numerose sostanze presenti nelle acque destinate al consumo umano.
Parte A – Parametri microbiologici
Valori di parametro minimi previsti dall’Allegato I della Direttiva (UE) 2020/2184.
| Parametro | Valore di parametro | Unità di misura | Note |
|---|---|---|---|
| Enterococchi intestinali | 0 | numero/100 ml | Per le acque in bottiglia o contenitori: numero/250 ml |
| Escherichia coli (E. coli) | 0 | numero/100 ml | Per le acque in bottiglia o contenitori: numero/250 ml |
Parte B – Parametri chimici
| Parametro | Valore di parametro | Unità di misura | Note |
|---|---|---|---|
| Acrilammide | 0,10 | µg/l | Concentrazione di monomero residuo, calcolata in base al rilascio massimo dal polimero a contatto con l’acqua |
| Antimonio | 10 | µg/l | |
| Arsenico | 10 | µg/l | |
| Benzene | 1,0 | µg/l | |
| Benzo(a)pirene | 0,010 | µg/l | |
| Bisfenolo A | 2,5 | µg/l | Nuovo parametro introdotto dalla direttiva |
| Boro | 1,5 | mg/l | 2,4 mg/l dove la fonte principale è acqua desalinizzata o per particolari condizioni geologiche |
| Bromato | 10 | µg/l | |
| Cadmio | 5,0 | µg/l | |
| Clorato | 0,25 | mg/l | 0,70 mg/l se si usa un metodo di disinfezione che genera clorato (es. biossido di cloro) |
| Clorito | 0,25 | mg/l | 0,70 mg/l se si usa un metodo di disinfezione che genera clorito (es. biossido di cloro) |
| Cromo | 25 | µg/l | Da rispettare entro il 12 gennaio 2036; fino ad allora il valore è 50 µg/l |
| Rame | 2,0 | mg/l | |
| Cianuro | 50 | µg/l | |
| 1,2-dicloroetano | 3,0 | µg/l | |
| Epicloridrina | 0,10 | µg/l | Concentrazione di monomero residuo, calcolata come per l’acrilammide |
| Fluoruro | 1,5 | mg/l | |
| Acidi aloacetici (HAA) | 60 | µg/l | Somma di 5 composti; si misura solo se si usano metodi di disinfezione che possono generarli |
| Piombo | 5 | µg/l | Da rispettare entro il 12 gennaio 2036; fino ad allora il valore è 10 µg/l |
| Mercurio | 1,0 | µg/l | |
| Microcistina-LR | 1,0 | µg/l | Da misurare solo in caso di possibili fioriture algali nella fonte |
| Nichel | 20 | µg/l | |
| Nitrato | 50 | mg/l | Deve valere: [nitrato]/50 + [nitrito]/3 ≤ 1 |
| Nitrito | 0,50 | mg/l | 0,10 mg/l all’uscita degli impianti di trattamento |
| Antiparassitari | 0,10 | µg/l | Per ciascun antiparassitario (0,030 µg/l per aldrin, dieldrin, eptacloro ed eptacloro epossido) |
| Antiparassitari – Totale | 0,50 | µg/l | Somma di tutti gli antiparassitari rilevati e quantificati |
| PFAS – Totale | 0,50 | µg/l | Totalità delle sostanze per- e polifluoroalchiliche |
| Somma di PFAS | 0,10 | µg/l | Somma di 20 PFAS elencati nell’Allegato III, Parte B |
| Idrocarburi policiclici aromatici (IPA) | 0,10 | µg/l | Somma di composti specificati |
| Selenio | 20 | µg/l | 30 µg/l in presenza di particolari condizioni geologiche |
| Tetracloroetilene e tricloroetilene | 10 | µg/l | Somma dei due parametri |
| Trialometani – Totale | 100 | µg/l | Somma di composti specificati |
| Uranio | 30 | µg/l | |
| Cloruro di vinile | 0,50 | µg/l | Concentrazione di monomero residuo, calcolata come per l’acrilammide |
Parte C – Parametri indicatori
Parametri utilizzati per monitorare il funzionamento degli impianti e le caratteristiche organolettiche dell’acqua.
| Parametro | Valore di parametro | Unità di misura | Note |
|---|---|---|---|
| Alluminio | 200 | µg/l | |
| Ammonio | 0,50 | mg/l | |
| Cloruro | 250 | mg/l | L’acqua non deve essere aggressiva |
| Clostridium perfringens (spore comprese) | 0 | numero/100 ml | |
| Colore | — | — | Accettabile per i consumatori e senza variazioni anomale |
| Conduttività | 2 500 | µS/cm a 20 °C | L’acqua non deve essere aggressiva |
| Concentrazione ioni idrogeno (pH) | ≥ 6,5 e ≤ 9,5 | unità pH | L’acqua non deve essere aggressiva |
| Ferro | 200 | µg/l | |
| Manganese | 50 | µg/l | |
| Odore | — | — | Accettabile per i consumatori e senza variazioni anomale |
| Ossidabilità | 5,0 | mg/l O₂ | Non necessaria se si analizza il TOC |
| Solfato | 250 | mg/l | L’acqua non deve essere aggressiva |
| Sodio | 200 | mg/l | |
| Sapore | — | — | Accettabile per i consumatori e senza variazioni anomale |
| Conteggio delle colonie a 22 °C | — | — | Senza variazioni anomale |
| Batteri coliformi | 0 | numero/100 ml | Per le acque in bottiglia o contenitori: numero/250 ml |
| Carbonio organico totale (TOC) | — | — | Senza variazioni anomale |
| Torbidità | — | — | Accettabile per i consumatori e senza variazioni anomale |
Fonte: Direttiva (UE) 2020/2184, Allegato I – recepita in Italia con il D.Lgs. 23 febbraio 2023, n. 18. Note sintetizzate a scopo divulgativo.
Questi valori si riferiscono alla direttiva sull’acqua destinata al consumo umano. Le acque minerali naturali in bottiglia sono soggette anche a una disciplina specifica e non devono essere valutate applicando indistintamente ogni parametro della tabella.
Quale rimane la migliore acqua gassata da bere?
La miglior acqua frizzante non è necessariamente quella più costosa, ma quella che risponde alle preferenze individuali e presenta caratteristiche adeguate di qualità e sicurezza. La scelta può dipendere dalla composizione minerale, dal gusto, dalla quantità di anidride carbonica e dall’impatto ambientale della confezione.
Accanto all’acqua in bottiglia, esiste però un’altra possibilità: utilizzare l’acqua potabile della rete domestica e renderla frizzante attraverso appositi erogatori acqua dotati di sistemi di gasatura.
I vantaggi di un erogatore d’acqua in casa
Gli erogatori domestici collegati alla rete idrica permettono, a seconda del modello, di ottenere acqua a temperatura ambiente, refrigerata o gassata, senza acquistare continuamente bottiglie. I principali vantaggi sono:
- disponibilità immediata di acqua frizzante direttamente in cucina;
- riduzione della plastica grazie a un minore utilizzo di bottiglie monouso;
- personalizzazione e scelta della temperatura e del livello di gasatura;
- eliminazione della necessità di trasportare e conservare confezioni d’acqua.
I dispositivi integrano inoltre diverse tecnologie di filtrazione, dalla microfiltrazione all’osmosi inversa, da scegliere in funzione delle caratteristiche dell’acqua domestica, già di per sé sottoposta a controlli sanitari.
Affidarsi ad aziende certificate
La scelta di un erogatore d’acqua dovrebbe considerare la funzionalità, la conformità normativa, la documentazione tecnica, la disponibilità di assistenza e la manutenzione periodica. Filtri e membrane devono essere adeguati alle sostanze che si intende ridurre e la loro qualità deve essere certificata. Azienda Tecnica propone diverse soluzioni di erogatori d’acqua per uso domestico, da valutare in base alle proprie esigenze.
La conclusione del test rivela quindi che spendere di più non significa necessariamente bere acqua migliore. Una scelta consapevole richiede di valutare qualità, sicurezza, praticità e sostenibilità, senza affidarsi esclusivamente al prezzo o alla notorietà del marchio.

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